Mind Snack #9 – Il volume sempre a dieci

C’è un rumore che, all’inizio, quasi non si sente.
È lontano, continuo, innocuo.
Poi comincia a dare fastidio.
Cerchi di capire da dove viene.
Ti accorgi che c’è.
Cominci ad ascoltarlo.
E più lo ascolti, più lo senti.
Il rumore non è necessariamente aumentato.
È aumentata la tua attenzione.
A quel punto giri la manopola per provare a sentire meglio.
Il volume sale fino a 10.
Adesso il rumore è davvero difficile da ignorare.
E allora provi a combatterlo: cerchi di coprirlo, controlli da dove arriva, aspetti che finisca.
Ma così continui a tenerlo al centro dell’attenzione.
Con le emozioni può succedere qualcosa di molto simile.
Una situazione può attivare paura, rabbia, tristezza o preoccupazione.
È il rumore iniziale.
Poi iniziamo a rimuginare, anticipare, controllare, cercare rassicurazioni, evitare.
E senza accorgercene, giriamo la manopola.
Il problema non è più soltanto ciò che è successo.
È diventato anche tutto quello che facciamo intorno a ciò che è successo.
Più cerchi di non sentire un’emozione, più rischi di tenerla al centro dell’ascolto.
Il consiglio
Quando qualcosa ti disturba, prova a non chiederti subito:
«Come faccio a farlo smettere?»
Prova invece a osservare:
«Che cosa sto facendo per controllarlo, evitarlo o neutralizzarlo?»
Perché a volte è proprio quella lotta continua a mantenere il volume alto.
Nella Terapia Breve si lavora spesso su questo punto: non combattere direttamente l’esperienza, ma interrompere i comportamenti e i meccanismi che finiscono per alimentarla.
L’obiettivo non è vivere in una stanza completamente silenziosa.
È poter dire:
«Il rumore c’è. Ma non devo per forza alzare il volume.».
MindNote!

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